Animale, Antropocentrismo, Umano

Vittime & carnefici.

Non ci si chiede mai abbastanza perché esistono nel mondo tante vittime.

Vittime sacrificali, seviziate, torturate ed infine uccise per mano Umana. Ma l’aspetto più terribile è costituito dall’incoscienza, o peggio scetticismo generale, che si ripercuote come un macigno sull’attuale genocidio. Tanti non sanno, non vogliono o preferiscono ignorare.

Lo sfruttamento Animale costituisce una reale piaga che non merita alcun tipo d’indifferenza. Nell’epoca più gloriosa dell’informazione non é necessario riportare prove e testimonianze su un massacro ben presente ed evidente. Si puó sottostare alle pietose mistificazioni dell’industria zootecnica, alle vergognose messinscena della ricerca scientifica…ma negare l’evidenza é da ipocriti e, in alcuni casi specifici, anche criminali.

Lo sfruttamento Animale é strettamente correlato al dominio e all’egemonia capitalista, e in ogni caso (per usare un eufenismo) non é strettamente necessario dissentire da prove e testimonianze quando queste sono il frutto macabro e terribile di un sistema di potere che non tutela i deboli e gli indifesi.

Affermare che gli Animali soffrono e muoiono per mano Umana puó essere banale e scontato, facile da proporre in un dibattito qualunque, ma é la triste verità. E non bisogna mai dimenticare che la violenza verso altri esseri viventi, definiti erroneamente inferiori, è antesignana di ben altri episodi gravi e micidiali. Il legame tra la violenza sugli Animali e quella sugli Umani regna indiscusso in ogni ambito sociale. Chi é violento con gli Animali lo sarà anche con la persona a lui vicino, spesso la moglie o fidanzata o figlio. Lo sarà verso l’immigrato, il diversamente abile, l’omosessuale, la donna o il bambino o l’anziano peggio se malato.

Lo dice Francesca Sorcinelli con lo studio affermato sul “Link”, lo dice Annamaria Manzoni con il libro “Sulla cattiva strada”, lo dicono numerosi esperti a livello internazionale. Il dibattito é aperto, e tutti convergono verso un unico grande collegamento che determina indiscutibilmente la violenza di specie. Una drammatica realtà molto grave e pericolosa.

Per esporre verità assolute bisogna prima affrontare una piena consapevolezza di ció che si vuole comprendere e concepire, altrimenti ogni prova diventa nulla.

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Alimentazione, Antropocentrismo, Umano

Suicidio di uno chef (carnista).

Poco tempo fa si suicidava uno chef di fama internazionale che amava tanto i suoi piatti di carne e derivati (Animali) da sbeffeggiare spesso gli odiati antagonisti vegani: “Se non ti piace il formaggio, dovresti semplicemente suicidarti.”

Questo è stato uno dei tanti slogan anti-vegani ed anti-vegetariani del compianto Anthony Bourdain che si è suicidato poche settimane fa in Francia. Sono passati pochi giorni eppure nessuno sembra più ricordarsi di lui.
Il celebre chef, autore anche di alcuni libri oltre che eccentrico protagonista mediatico, detestava il veganismo appassionatamente. Ecco una breve lista di ciò che lo chef Bourdain aveva da dire sui vegani:

“I vegetariani, e la loro fazione tipo schegge di Hezbollah, i vegani, sono irritanti e persistenti per qualsiasi chef degno di mandarli in malora. Per me la vita senza brodo di vitello, grasso di maiale, salsiccia, organi, semi-glace o persino formaggio puzzolente è una vita che non vale la pena di vivere.”

I vegetariani, e la loro fazione Hezbollah (i vegan), sono un’irritante realtà per ogni chef degno di questo nome. Per me la vita senza brodo di vitello, grasso di maiale, salsiccia, frattaglie, salsa demi-glace e formaggio puzzolente, non vale la pena di essere vissuta. I vegetariani sono nemici di tutto ciò che è buono e dignitoso nello spirito umano, un affronto a tutto ciò che io sostengo: il puro godimento del cibo. Il corpo, per questi idrocefali, è un tempio che non dovrebbe essere contaminato da proteine animali. Insistono sia più salutare, anche se ogni cameriere vegetariano con cui ho lavorato viene messo ko da un semplice raffreddore.”

“Oh…li accontenterò, rovinerò qualcosa per dar loro da mangiare, per un piatto vegetariano, se me lo chiederanno. Quattordici dollari per qualche fetta di melanzane grigliata si adatta bene al costo del mio cibo. “
“Non lo capisco (il veganismo). Essere vegani è un fenomeno del primo mondo, del tutto egocentrico.”

 

E queste sono alcune scene tratte dal suo spettacolo tivù:

S5: E3 “Scozia” – Anthony Bourdain si copre ritualisticamente la faccia con il sangue di un Cervo rosso che ha sparato ed ucciso. L’episodio tenta di placare gli spettatori tagliando via la scena del signor Bourdain che sta sventrando il Cervo morto, trasmettendo delle calmanti scene di erba che ondeggia nella natura scozzese.

S5: E7 “Hawaii” – Anthony Bourdain getta selvaggiamente un Polipo fuori dalla sua casa, spargendolo e procedendo a masticare la testa del Polipo vivo per ucciderlo, strappando il suo cervello.

S8: E3 “Sichuan con Eric Ripert” – Anthony Bourdain consuma l’intestino di un’Anatra, che egli ricorda insensibilmente che era viva quando le sue parti interne sono state strappate dal suo corpo. Quando un ospite a cena gli chiede: “Ma non è crudele?” Anthony risponde: “Beh, se li vuoi freschi!”

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La notizia viene contestata perché uno chef di fama mondiale viene emulato a “maestro di vita”. Discutibile il gesto suicida che non dovrebbe mai essere condiviso, perché se ti abbandoni alla morte vuol dire che la meriti. La vita è un dono immenso che non va sprecato per nessuna ragione. Esistono innumerevoli individui senzienti a cui la vita viene tolta, e questo è crudele. Indubbiamente criticare le scelte altrui può essere sbagliato e fuorviante, ma l’immagine sessista ed altamente discriminatoria è fuori discussione (e le questioni vegane c’entrano ben poco).

Il suicidio non è mai qualcosa per cui sentirsi felici. Ci sono molti fattori emotivi, fisici e mentali complessi quando qualcuno decide di interrompere la propria vita.
Ma il punto è che questa persona ha preso quella decisione. Le sue vittime invece non hanno mai avuto scelta.
Forse ha semplicemente deciso che non gli piaceva il formaggio, e ha preso alla lettera il suo stesso consiglio.

 

Addio caro Anthony Bourdain! A noi vegani, che tanto hai disprezzato, non mancherai!

 

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Alimentazione, Salute, Umano

Intossicazione alimentare.

I cibi d’origine Animale non sono solo causa di sfruttamento e sofferenza a carico degli stessi ma anche motivo di problematiche salutari riconducibili a chi si nutre di tali alimenti: carne, pesce, uova e latticini, senza le dovute accortezze, possono provocare gravi infezioni batteriche.

Con l’aumento delle temperature si avvicina nuovamente il rischio da contaminazione alimentare che potrebbe insorgere nella malattia denominata SEU (Sindrome Emolitico-Uremica), ovvero una grave infezione batterica che colpisce soprattutto soggetti deboli, e dunque facilmente attaccabili, a causa delle loro difese immunitarie basse o carenti. Parliamo infatti di bambini ed anziani, i più soggetti per naturali ovvietà metaboliche a rischio di malattie ed infezioni. La SEU in particolare viene provocata da ceppi di Escherichia Coli, e trasmessa per via alimentare o oro-fecale.

Ma in che modo? Ingerendo cibi crudi prevalentemente d’origine Animale e quindi latte e latticini, carne, pesce, uova, ma anche acqua non potabile o inquinata da altre sostanze non naturali e salubri. La SEU è molto grave e contagiosa e colpisce con forza e negatività l’apparato digerente, con conseguenti problematiche difficili da curare. Il contagio cresce con l’aumento delle temperature e quindi in questi giorni bisogna prestare particolare attenzione alle proprie abitudini quotidiane. Non è stato diramato nessuno allarme ufficiale dalle istituzioni ma comunque riteniamo opportuno avvisare l’opinione pubblica dei rischi che può incorrere mangiando determinati cibi non idonei. Difatti quando i funzionari delle unità di Sanità Locali si recano nei supermercati e negozi della grande distribuzione il primo controllo che effettuano è quello relativo alla salubrità delle carni nei reparti di macelleria, in particolar modo si concentrano sulla carne macinata, sui triti composti (hamburger, polpette e salsicce), prelevando sempre un campione da depositare in adeguati laboratori, utile ad ispezionare la relativa carica batterica. In questi casi specifici la certificazione d’origine delle stesse carni è più che mai essenziale proprio perchè permette di stabilire l’origine dell’Animale macellato e conseguente provvedimento cautelativo in caso di esito positivo ai batteri patogeni.

Questi dunque i consigli diramati da medici e specialisti:

“Si consiglia dunque di evitare il consumo di carne poco cotta (in particolare trita), latte crudo non pastorizzato e relativi derivati, fare attenzione al consumo di salumi ed insaccati (salsicce, wurstel ecc.), assicurarsi che l’acqua sia conservata correttamente (soprattutto in campagna) tramite contenitori ben chiusi. Lavare accuratamente frutta e verdura, lavare frequentemente le mani, acquistare gli alimenti solo in esercizi commerciali autorizzati e non presso luoghi non rintracciabili da apposita filiera alimentare. È bene inoltre non esporre i minori a rischi inutili, quali il consumo di latticini (in particolar modo quelli di Bufala), Cozze e Molluschi vari, soprattutto nel periodo estivo.”

Infatti proprio al Sud è abitualmente noto il consumo di Pesce crudo, in Puglia particolarmente, e non è raro che si verifichino decessi ed infezioni gravi. In Puglia sono stati riscontrati già tre casi di SEU in un solo anno: la morte di una bambina di due anni, a Corato in provincia di Bari, l’estate scorsa ed un’altra di soli 13 mesi, originaria della provincia di Foggia, morta tragicamente poche settimane fa. Quest’ultima, ricoverata d’urgenza nel reparto di rianimazione dell’ospedale pediatrico di Bari, si è subito aggravata colpa anche della febbre alta. La piccola, sottoposta a dialisi edecmo, è morta nel tardo pomeriggio del 15 giugno. Subito dopo il ricovero l’Asl di Foggia ha attivato l’unità di crisi composta da specialisti dei servizi veterinari, di igiene degli alimenti e della nutrizione, igiene pubblica aziendali per controllare tutti gli spostamenti fatti negli ultimi dieci giorni dalla famiglia della bambina, l’elenco degli alimenti assunti e degli esercizi commerciali nei quali sono stati acquistati. Sui cibi saranno effettuati campionamenti precauzionali ed analizzati dall’Istituto zooprofilattico sperimentale di Foggia. Gli esiti si conosceranno in seguito. Sono in corso anche verifiche in negozi, allevamenti e caseifici della zona di residenza, ma anche nell’acqua del mare dove la famiglia ha trascorso alcune ore.

Non si può escludere nulla, ma è un dato di fatto che gli alimenti d’origine Animale possono in prima battuta costituire la principale causa d’infezione. La SEU viene incriminata perchè è sintomo di proliferazione del batterio denominato Escherichia Coli. Wikipedia dice: “È una delle specie principali di batteri che vivono nella parte inferiore dell’intestino di animali a sangue caldo (uccelli e mammiferi, incluso l’uomo). Sono necessari per la digestione corretta del cibo. La sua presenza nei corpi idrici segnala la presenza di condizioni di fecalizzazione (è il principale indicatore di contaminazione fecale, insieme con gli enterococchi). Nelle acque destinate al consumo umano, nelle acque di fonti termali, nelle acque adibite alla balneazione e in altri tipi di matrici (per es. alimenti, cosmetici) è prescritta l’assenza di Escherichia coli in quanto indicatore primario di contaminazione fecale.  Anche se rappresenta un comune simbionte dell’intestino e ha un ruolo nel processo digestivo, ci sono situazioni in cui E. coli può provocare malattie nell’uomo e negli animali. Alcuni ceppi di E. coli sono l’agente eziologico di malattie intestinali ed extra-intestinali, come infezioni del tratto urinario, meningite, peritonite,setticemia e polmonite. La contaminazione può avvenire da carni infette non adeguatamente cotte, da latte non pastorizzato e formaggi derivati, e da altri alimenti contaminati da feci.”

Teniamo a precisare che l’infezione più comune da intossicazione alimentare, quella appunto da Escherichia Coli, si risolve in modo positivo solo se vengono prese le opportune accortezze e procedure d’urgenza soprattutto tramite l’assistenza medica tempestiva. I sintomi più comuni sono da addebittare a nausea e diarrea, dolori addominali, febbre alta e senso di debolezza. Dipende in ogni caso da quale ceppo patogeno è riferita l’infezione in questione. Purtroppo l’aspetto grave è che avviene tutto molto in fretta, nell’arco di pochi giorni. Quindi ai primi sintomi è opportuno rivolgersi immediatamente al proprio medico curante o al pronto soccorso più vicino.

L’intossicazione alimentare è un aspetto molto importante ed estremamente attuale. La Asl di Pescara di recente ha lanciato un avviso alla popolazione, a seguito dell’infezione che ha colpito in questi giorni 136 bambini e tre adulti di diverse scuole dell’infanzia/elementari di Pescara: “Non è di natura virale – dicono dalla Asl – ma è dovuta a un patogeno batterico ovvero il Campylobacter Jejuni, responsabile di gastroenteriti molto diffuse soprattutto nei Paesi del Nord Europa e nei Paesi dell’Est”. Il Campylobacter Jejuni è un patogeno associato a malattie del pollame e può provocare gastroenteriti nell’essere Umano se la carne viene consumata cruda o non ben cotta.

Dunque bisogna prestare molta attenzione a ciò che si mangia e si beve e, non per ultimo, informarsi dettagliatamente su ciò che si acquista.

 

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Antispecismo

Perché non sono antispecista.

È un discorso complicato ma cercherò di spiegarlo brevemente.

Obiettivamente parlando nessuno è nato vegano, almeno non negli anni precedenti alla diffusione di massa del veganismo, ciò significa che la maggior parte di noi (con più o meno fatica) ha cercato un suo spazio abbastanza coerente e responsabile all’interno di una società (borghese e quindi consumista) alquanto restia ad accettare i cambiamenti radicali dettati da profonde conversioni alimentari e comportamentali.

Non si può evitare di riflettere, e quindi istituire, una profonda riflessione su ciò che ha rappresentato questo cambiamento all’interno delle nostre abitudini personali e quindi quotidiane. Parlo per me naturalmente, un atteggiamento responsabile e convinto su quello che ritenevo giusto e privo di rinunce. È stata una liberazione, grazie anche all’aiuto di molte persone che mi hanno fatto capire la sottile differenza che esiste tra essere antispecisti e vegani. Questo perché molti si riempono la bocca di teorie ed ideologie senza capire nulla di etica e consapevolezza, ma soprattutto allontanandosi dal primo concetto di base utile a creare consensi per il cambiamento doveroso.

Nessuno (pochi) si accorge dell’abisso che ci separa dagli altri. Lo hanno capito meglio le aziende capitaliste che stanno investendo su probabili alternative di consumo (carne sintetica e surrogati vari). Furbi loro, già pronti alla conversione. E noi cosa facciamo? Ci divertiamo a sbraitare su chi è più trendy, su chi è più veggie, ovvero la guerra degli etici a prescindere. Su questo siamo tutti colpevoli, dai personaggi alla Caffo fino all’ultimo attivista di piazza.

L’antispecismo è un concetto troppo avanti per questo presente, troppo estremizzato per essere applicato coerentemente con il vivere quotidiano, e sicuramente non è una scusante da presentare a proprio piacimento (per la serie io lo sono e tu no). L’antispecismo non è strettamente personale, non è un diritto d’autore, e perciò non è usufruibile a condizione di…

Ecco perché io ne prendo le distanze, non per debolezza o indecisione né tantomeno disimpegno. Mi limito ad osservare, mentre gli altri si beccano a vicenda. Molto semplicemente, e in attesa di nuovi e migliori fini, non lo utilizzo come mezzo.

Roberto Contestabile

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Antropocentrismo

Il rifugiato economico, una nuova categoria da sfruttare.

Il 20 giugno è la Giornata Mondiale del Rifugiato, una ricorrenza annuale molto importante voluta fortemente dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 1951 nello stesso giorno in cui venivano approvate le Convenzioni di Ginevra, che ricordiamo sono tutta una serie di trattati a livello internazionale utili a tutelare le vittime di guerra ed appunto gli aventi diritto. Le Convenzioni proteggono le istituzioni umanitarie, come la Croce Rossa, che intervengono in territori di conflitto armato. Esse sono state istituite, e dopo perfezionate, anche a tutela di tutti i superstiti della seconda guerra mondiale, i cosiddetti sopravvissuti al genocidio. Nel corso del ventesimo secolo sono state perfezionate dunque anche quelle norme già esistenti (prima delle guerre mondiali), proprio a ragion veduta e a seguito dei cambiamenti geopolitici.

Ma la giornata odierna è quanto mai importante proprio grazie allo scenario che si appresta sempre di più a movimentare i dibattiti politici e popolari. L’avanzamento di varie ipotesi sulla sorte degli immigrati, confusionaria e critica, sembra non avere una concreta soluzione o meglio una procedura mirata e responsabile che possa gestire al meglio i viaggi della speranza e creare un apposito sistema d’accoglienza per esseri Umani in cerca di cure e necessità primarie.

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Nella tabella sono visualizzati a partire da sinistra i migranti sbarcati, i richiedenti asilo e le richieste esaminate in Italia a partire dal 2008.

Se il quasi incidente diplomatico della nave Ong Aquarius sembra far gioire il governo italiano, ad un nulla di fatto sembrano invece apparire le posizioni degli altri paesi comunitari. Francia e Germania si incontrano a tavolino per stabilire ipotesi future, proprio mentre la Spagna accoglie con serenità i 629 immigrati (di cui ricordiamo anche minori e donne in gravidanza). Una sorta di comitato di benvenuto con tanto di cartelloni amichevoli. E c’è chi ha scritto anche un pensierino velenoso: “L’Italia ingenerosa non vi ha accolto, noi vi abbracciamo tutti”, e si canta: “Give peace a chance”.

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Cosa sta facendo dunque l’UE? Si ipotizzano delle “piattaforme regionali” da istituire nei vari paesi d’origine e che possano aiutare le istituzioni locali a selezionare i richiedenti asilo, e a distinguerli da quelli “non desiderati”. Ma al momento nessun Stato non comunitario ha accolto la proposta, e stabilito quindi la disponibilità a creare tali strutture. Secondo il testo europeo queste piattaforme dovrebbero consentire una rapida “scrematura” per creare una lista tra migranti “economici” e coloro che necessitano di protezione internazionale, ridurre l’incentivo a intraprendere viaggi pericolosi e favorire il controllo di polizia nei paesi destinatari. Tutta una teoria naturalmente ancora in fase d’elaborazione, la strada verso questa soluzione è insomma ancora lunga e tutta in salita. Senza dimenticare che, notizia di poche ore fa, gli Stati Uniti hanno annunciato l’uscita dal Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu. A detta loro non è più uno strumento valido se attacca Israele con risoluzioni sulla condotta presumibilmente negativa nei territori palestinesi.

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Dismaland di Banksy (l’anti Disneyland)

Il Consiglio è stato fondato nel 2006, ed è stato sempre molto attento alle mosse strategico-militare eseguite dal governo israeliano. Immediato il plauso di Israele che, per bocca dell’ambasciatore all’Onu Danny Danon, annuncia : “Il Consiglio dei Diritti Umani è da tempo nemico di coloro che veramente hanno a cuore i diritti umani nel mondo, gli Stati Uniti hanno dimostrato ancora una volta il loro impegno alla giustizia e alla verità e la loro riluttanza a consentire all’odio cieco nei confronti di Israele nelle istituzioni internazionali di restare incontrastato”. Critiche invece dalla Russia, a nome della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova: “Gli Stati Uniti hanno nuovamente assestato un forte colpo alla propria reputazione di difensori dei diritti umani e hanno dimostrato il loro disprezzo non solo verso il Consiglio dei diritti umani ma anche verso l’Onu in generale e le strutture che ne fanno parte”.

Insomma il clima internazionale non è per niente sano e lecito per instaurare un’autentica politica costruttiva a favore di tutti i rifugiati del mondo. La Giornata Internazionale del Rifugiato serve per sensibilizzare l’opinione pubblica verso una situazione, quella degli immigrati, sempre più urgente e complessa. Serve per contrastare profonde campagne diffamatorie e strumentali che coinvolgono circa 70 milioni di rifugiati nel mondo, il più alto numero da quando sono state istituite le Convenzioni di Ginevra. Le persone sfollate all’interno del proprio Paese rappresentano 40 milioni del totale. (fonte UNHCR)
Ma questa giornata serve anche per ricordare a tutti che avere una casa, una nazione, un Paese dove abitare è un diritto inviolabile che ognuno deve avere. Ci ricorda che non applicare le norme sul diritto d’asilo è una grave violazione della legislazione internazionale, e in Italia una disattenzione da ciò che è scritto nella Costituzione. L’articolo 10 terzo comma della Costituzione prevede infatti che lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Una particolare norma istituzionale molto disattesa dagli enti governativi appena eletti.

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Nella foto la posizione della nave Aquarius il 13 giugno 2018.

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