Animale, Antispecismo, Antropocentrismo

L’incongruenza della lotta animalista.

Il problema di fondo è che la protesta in atto è troppo debole, e poco condivisa dalla maggioranza.

Questo significa che l’industria dello sfruttamento non è stata per niente attaccata, e dunque rimossa dal suo status quo. A parte piccole ed incongruenti conversioni, il consumo di derivati Animali è pressoché invariato. I consumatori continuano imperterriti a mangiare ogni cosa gli viene proposto da marketing e distribuzione, proprio perché il maggior successo di un trend commerciale si ottiene dalla fidelizzazione. Il veganismo salutista, per esempio, è entrato a piè pari in questo circolo vizioso…e di questo i vegani stessi dovrebbero prenderne atto. Ogni risvolto conseguente alla lotta animalista deve essere assimilato, e responsabilmente modificato per ottenere risultati positivi alla liberazione. Le veglie, i presidi, le urla di piazza sono fini a se stesse, e spesso inconcludenti proprio perché facenti parte di un sistema di spettacolarizzazione della sofferenza. Inducono alla normalità del genocidio e, pur scioccando a prima vista, diffondono l’assuefazione della morte Animale.
Gli utenti del consumo sono ben consapevoli di essere complici del genocidio ma non se ne curano a sufficienza, adducendo come scusa la quotidianità della vita moderna. L’attenuante (appunto) non più come atto d’accusa per la morte di miliardi di Animali.

Cosa fare dunque? Indubbiamente quello che si prospetta è una sfida difficile, e non esente da problematiche sostanziali. Quello che si spera è un ritorno alle battaglie congruenti e valorose che tanti abili guerrieri hanno condotto nel passato. Seguire un’ideologia altamente pacifista (come l’antispecismo) è certamente un mezzo, ma purtroppo non basta…onde evitare il solito gruppo sparuto di esaltati.

L’attivismo è una cosa seria, non certamente le pagliacciate. Si potrebbe elencare una serie infinita di manifestazioni incongruenti, spesso finite in rissosi dibattiti puerili o peggio in botte, calunnie ed ossa spezzate.
Grande coraggio per chi libera gli Animali dalle prigioni, ed onore al merito per chi mette a repentaglio la propria incolumità per un Cucciolo. Ma, è giunto il momento di porre fine alle ridicolaggini controproducenti.
La proficua industria dello sfruttamento se ne sbatte dei picchetti e delle catene Umane…loro hanno già la soluzione in tasca per abbattere le rivolte popolari, se magari lo fossero realmente.
Ciò che interessa ai molti animalisti oggi è un po’ di modesta visibilità, utile solo a creare un piccolo spiraglio d’alternativa sociale. Questo perché l’anarchia, intesa come vita anticonformista, non è mai realmente esistita. Si finge e ci si illude di essere diversi dalla massa, ma poi il risultato è sempre lo stesso: poco o nulla, e la gente comune continua ad ingozzarsi.
Potrebbero essere, queste, solo parole vaneggianti e sterili…ma è un pensiero, ed è un diritto contestare l’operato altrui.

La riflessione è d’obbligo. L’animalismo è una rivoluzione culturale. La battaglia, riguardo al mondo Animale che comporta, è una rivoluzione di civiltà. E’ una lotta per innalzare il progresso morale, ovvero ingentilire la società Umana. È una cosa assolutamente straordinaria, altro che pensiero debole.

“Il pensiero debole è casomai quello di chi vede solamente il proprio ombelico.”
Disse più o meno il filosofo Gino Ditadi.

Magari avessimo vinto da poterci permettere certi lussi. Gridare “go vegan” non solo non è mai servito ma neanche bastato. L’attivismo irruento fatto nel passato ha lasciato parecchi segni distintivi, ed ha scavato dei solchi profondi nella cultura animalista. Difatti è più sensato parlare di animalismo che di veganismo. E’ pur vero che molti personaggi del passato (diciamo di culto) mangiavano carne, ma il loro approccio era certamente più rivoluzionario…rispetto ad un panino veggie. La storia di Green Hill piuttosto che Alice Paul (attivista femminile anche vegetariana) sono solo due esempi di tanto lavoro proficuo. La storia è piena di personaggi valorosi. Oggi sembrano lontani anni luce dall’attivismo moderno. Il consumismo ha rovinato tutto, ed il benessere collettivo ci ha schiavizzato in ridicole comparse.

Andare in piazza a strillare (oggi) sembra più una parodia da social media…che una prodigiosa battaglia sociale. Ma questo non perchè gli attivisti dicono stupidaggini. E’ l’approccio (sostanziale) innumerevolmente sbagliato.

 

Foto di Bansky

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Antispecismo, Umano

Vegan? No, grazie!

Si fa presto a trasformare la battaglia sociale in una diatriba altamente squallida e priva di logica, annullando quindi ogni concetto etico e giusto.

L’animalismo (ed ogni gruppo di lotta annesso) dovrebbe essere anticonformista prima di tutto: prima di ogni abitudine radicata ed assodata, prima delle tradizioni e ricorrenze, prima degli status sociali. Invece (da quello che si vede) ognuno si appropria della sua terminologia, e ne fa un uso personale come meglio crede. C’è chi scrive testi o anche manifesti, c’è chi si adopera in conferenze o addirittura interviste…come se il veganismo fosse ideologico o peggio un diritto d’autore. C’è chi addirittura pensa di essere portavoce di chissà quale scontro (forse presente solo nella sua testa).
In questi ultimi anni di errori eclatanti ne sono stati fatti molti, e tutti per colpa di chi ha scambiato la liberazione Animale per un atto dovuto, anche presuntuoso, confondendo il diritto di giustizia come manifestazione del proprio ego. Di questo presunto fallimento nessuno ne è esente, e i risultati purtroppo sono ben visibili ovunque.

In tutti i movimenti popolari chi si rispettino quasi sempre è stato individuato un leader, o comunque un punto di riferimento, a cui aggrapparsi e di conseguenza usufruirne tutti i benefici. Ma in questa bolgia di post ed approfondimenti, spesso puerili ed inconcludenti, ben poco si riesce ad utilizzare come guida o anche solo esempio. Basterebbe un po’ di umiltà e meno saccenza, giusto per rendersi conto che la confusione generazionale non è data dallo sviluppo collaterale della lotta, bensì dall’esasperazione del concetto animalista. Se è pur vero dunque che se lo sviluppo commerciale dello stesso è una conseguenza dell’appropriazione indebita, lo stesso dicasi di tutte quelle correnti filosofiche, o anche solo intellettuali, che hanno permesso la decomposizione del movimento di protesta. Troppe presunzioni di verità fanno più danni di qualsiasi surrogato e, detto questo, non lamentiamoci se il confronto tra presunti compagni (figuriamoci tra nemici) è poco costruttivo ed incongruente.

Forse erano meglio le lotte di piazza contro le pellicce o la vivisezione, ben pianificate anni addietro, almeno (quelle) qualche risultato lo hanno ottenuto. Forse la colpa è da attribuire a questi maledetti social forum: tanto diffondono ma poco realizzano. Il traffico informativo di rete ormai è divenuto solo: momentanea visibilità giornalistica. Una notizia, per quanto reale ed importante, dura solo poche ore…poi niente più, nessuno si ricorda cosa è successo e perchè.

Gli scarsi risultati della (chiamiamola) veganizzazione sono da ricercare proprio nei singoli utenti e nella loro individualità poco rispettosa delle scelte altrui, poco responsabile e tanto inconsapevole.
I grandi cambiamenti nella società avvengono per gradi e tramite profonde riflessioni. La scarsa capacità di confronto, anche con chi non condivide gli stessi ideali, costituisce la principale causa di sconfitta.

 

Al Margen (6)

 

Foto di Al Margen

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Umano

Il Cristianesimo e il potere, la Lega e il razzismo.

Ma se un Dio esiste, cosa penserebbe di Salvini? E i fedeli, cosa pensano di un gruppo di poveracci rinchiusi dentro una nave nel porto di Catania?

Mentre i ponti crollano e la gente muore, i rappresentanti del governo si vantano in televisione di non aver preso soldi da Benetton – socio azionario autostrade per l’Italia – (come se fosse un premio d’onestà), e che la colpa di tali disastri è da attribuire ad “altri” che non hanno controllato le strutture pericolanti.
È chiaro che, anziché preoccuparsi degli sbarchi (o di altri fatti inconsistenti) forse era il caso di emanare provvedimenti adeguati ed utili a vigilare su chi doveva effettuare i controlli (e quindi le opportune manutenzioni). Le norme giuridiche, a tutela della sicurezza dei cittadini, le fanno i governanti non gli imprenditori. Gli azionisti pagano le aziende per costruire, ma poi chi controlla deve garantirne la stabilità. E Salvini e Di Maio percepiscono lo stipendio da parlamentari da molti anni, quindi i responsabili di tale scempio sono anche loro. Dare la colpa a chi detiene le concessioni è un attenuante, non un accusa.

Da quando il nuovo governo italiano si è insediato, molti sono gli intolleranti e i fanatici che sono usciti dalle tombe (come tanti zombie maledetti). L’Italia è sempre stata una nazione accogliente, forse perchè anch’essa in passato è stata (e lo è ancora) terra di migranti. Un governo razzista dalle idee volgari e meschine proprio non ci voleva, i problemi attuali restano e si sommano a quelli che verranno. C’è addirittura chi pensa che il crollo del ponte Morandi sia stato deciso a tavolino, proprio per destabilizzare un gruppo politico non europeista e contrario alle onde migratorie che generano ogni anno miliardi di euro. Difficile credere a questo presunto complotto, ma resta il fatto che una tragedia annunciata è un bella responsabilità per il sig. Salvini che, anzichè rilasciare video e dichiarazioni da cabarettista ignobile, dovrebbe assumersi per intero l’autorità del suo ruolo istituzionale.

Ma nel frattempo (tra un’intervista spiacevole ed un vile post su facebook) il Ministro dell’Interno è stato indagato dalla procura di Agrigento. Il fascicolo aperto nei giorni scorsi per sequestro di persona, arresto illegale ed abuso d’ufficio non è più a carico di ignoti bensì a due indagati. A dirlo è un comunicato dello stesso ufficio inquirente. Secondo i magistrati i responsabili avrebbero privato illegalmente della libertà personale di profughi soccorsi dalla nave Diciotti (che non è un barcone), a cui per molti giorni è stato vietato scendere dall’imbarcazione ormeggiata nel porto di Catania. Un documento in cui non si cita (ovviamente) il nome del leader della Lega ma si specifica che gli atti dell’inchiesta, che riguardano uno degli indagati, verranno trasmessi al tribunale dei ministri. A confermarlo è lui stesso (Salvini) che, durante uno dei suoi soliti sgradevoli comizi pieni di amara goliardia, comunica la sua ingiusta imputazione: “Questa è la ricompensa per difeso i confini del paese”…come se lui fosse il prode paladino del diritto. Come se lui (e tutta la sua cricca) siano esenti da critiche o indagini giudiziarie. Proprio il suo partito (la Lega) che nel passato ne ha fatte di tutti i colori senza risolvere un bel niente in materia di giustizia, sanità, istruzione, assistenza sociale ecc.ecc. Non ha fatto nulla, nonostante il presidio costante in parlamento. Ma forse loro (i protagonisti attuali della politica italiana) non lo sanno. Perchè altrimenti si occuperebbero di ben altro, piuttosto che negare accoglienza a poche decine di persone bisognose di cure ed assistenza. Ed anzichè trattarle come criminali o terroristi, si assumerebbero l’onore che spetta di diritto a chi detiene il potere istituzionale per aiutare la gente (da qualunque località arrivi).

Fortunatamente la svolta, per gli occupanti della nave Diciotti, arriva quando l’ufficio di Sanità marittima di Catania ordina lo sbarco immediato di 17 profughi: undici donne e sei uomini, alcuni dei quali affetti da polmonite e tubercolosi, e quindi bisognosi di assistenza medica urgente. A scendere dalla nave però sono solo in 13, quattro giovani donne hanno preferito restare a bordo per non separarsi dai mariti. Ai mediatori culturali e ai medici che le hanno visitate, le 11 profughe hanno raccontato le violenze e gli abusi subiti nei campi profughi della Libia. Storie drammatiche denunciate nei giorni scorsi anche da diversi politici saliti a bordo dell’imbarcazione. Una vergogna insomma! Un mancato soccorso travestito da perversa difesa delle frontiere senza nessun pericolo imminente, solo puro fanatismo militare.

Ma chi sono questi leghisti? Solo a nominarli vengono in mente squallide forze di controllo pubblico, o meglio…ridicoli squadrismi senza morale. E mentre Salvini afferma: “Gli scafisti comprano armi e droga che poi viene spacciata magari fuori dalle scuole dei nostri figli”…forse dimentica che il traffico internazionale di armi e stupefacenti, se solo volesse, si comprerebbe anche lui e tutto il suo clan. In sostanza, quella che viene diffusa è solo pura propaganda elettorale utile a ricevere consensi elettorali tra le file del fanatismo popolare. Ovvero una vecchia mossa, tanto furba quanto indecorosa.

Viene in mente una simpatica favola in cui si racconta l’incontro ipotetico tra Dio ed un leghista (appunto):

L’uomo con il fazzoletto verdognolo al collo si presentò davanti a Dio. “Speravo un po’ più tardi” – disse il primo – “Io speravo un po’ prima” – disse il secondo – “ma non sono onnipotente come dicono alcuni”.
E l’uomo con il fazzoletto verdognolo al collo iniziò a raccontare. Il racconto durò tre giorni. Poi Dio lo guardò e disse: “Vediamo se ho capito. Prima venne Bossi, la secessione, Belsito, nove anni con Berlusconi, i diamanti in Tanzania, le lauree comprate in Albania, il fallimento della Banca del nord, Borghezio all’europarlamento, Salvini con la tassa sui condizionatori, e tu…dici che la colpa è di Ahmed che scappa dalla guerra, ho capito bene?”

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Foto di Mauro Biani

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Umano

Sessismo e…omofobia.

Sono un uomo.

Quando avevo 15 anni e mi trovai la ragazza, mio padre mi comprò dei preservativi.
Durante l’adolescenza nessuno mi ha mai criticato quando uscivo con diverse ragazze. Attualmente continua così.
Nessuno mi giudica quando voglio farmi una ragazza e prendo l’iniziativa.
Nessuno mi vigila i vestiti, dicendo che devo fare attenzione a come mi vesto. Nessuno mi ripete che devo fare attenzione perchè “le donne pensano solo al sesso”.
Nessuno pensa che le mie ex stessero con me solo per scopare.
Non sono mai stato giudicato perchè avevo dei preservativi nello zaino o nel portafoglio e non li ho mai nascosti ai miei genitori.
Non mi hanno mai detto che per sposarmi devo essere vergine, essendo un uomo.
Non mi hanno mai ripetuto che “L’uomo deve valorizzarsi” o “Fatti rispetto”. Il mio sesso ottiene il rispetto da sè.
Quando esco per strada nessuno mi chiama “gnoccone”.
Nessuna sconosciuta mi dice “sexy” in tono aggressivo.
Io posso camminare per strada mangiando un gelato tranquillamente, perchè so che non sentirò niente come “Lascia stare il gelato e vieni qui a ciucciarmi”.
Io posso perfino camminare per strada mangiando una banana.
Non ho mai dovuto attraversare una strada per sviare un gruppo di donne al bar, che mi diranno qualcosa al mio passare, lasciandomi pieno di vergogna.
Io non sono mai stato seguito da una donna in macchina mentre tornavo a casa a piedi.
Io posso prendere la metro piena di gente tutti i giorni con la certezza che nessuna donna si sfregerà su di me con pervertite intenzioni.
Non ho mai sentito dire che qualcuno del mio sesso sia stato stuprato da un gruppo di donne.
Posso prendere l’autobus da solo di notte, non ho paura di essere stuprato in qualsiasi momento. Questo rischio non esiste nella testa delle persone del mio sesso.
Quando esco di notte, posso indossare quello che voglio. Se soffrirò qualche tipo di violenza, nessuno mi incolperà dicendo che ero ubriaco o a causa dei miei vestiti.
Se, un giorno, io fossi stuprato, nessunò andrà dicendo che la colpa è mia, che ero in un posto inadeguato, che ero vestito indecentemente. Nessuno giustificherebbe l’atto dello stupratore. Io sarei trattato come VITTIMA.
Quando ho una relazione sessuale con una donna subito, al primo appuntamento, sono praticamente appaludito.
Nessuno mi chiama “troione”, “facile”, “gigolò” per avere del sesso occasionale ogni tanto.
99% dei siti pornografici sono fatti per piacere a me e agli uomini in generale.
Nessuno resta scioccato quando dico che guardo porno.
Nessuno mi giudicherà mai perchè dico che mi piace scopare.
Nessuno mi giudicherà mai se mi vede leggere libri erotici.
Nessuno resterebbe scandalizzato se dicessi che mi masturbo.
Quando ho lo stesso incarico di una donna nell’ambito lavorativo, non prenderò mai meno soldi di lei.
Se fossi promosso ad un livello più alto, nessuno sparlerebbe dicendo che probabilmente sono andato a letto con il mio capo. Le persone riconoscerebbero il mio merito.
Se dovessi viaggiare per lavoro e dovessi lasciare i figli con la madre qualche giorno, nessuno mi darebbe dell’irresponsabile.
Nessuno trova anormale se a 30 anni io non ho ancora avuto dei figli.
La società non vede la mia verginità come un trofeo.
Se io esco con dei determinati vestiti nessuno mi dice “Se le va a cercare”.
Se io fossi in discoteca e una donna mi facesse del sesso orale, non sarei io ad essere sparlato. Nessuno mi chiamerebbe “puttanone” e neanche direbbero “E poi ha anche il coraggio di scrivere frasi d’amore su Facebook”.
Se in qualche modo si diffonde un video dove sto avendo una relazione sessuale con una donna in pubblico, nessuno mi criticherà o insulterà. Non sarei uno schifoso puttaneire, uno stronzo, un disgraziato. Sarei solo un uomo. Compiendo il mio copione da macho.
Nessuno dice che è mancanza d’igiene se non mi depilo.
Nessuno mi giudica se sono un padre single.
Non mi proibirebbero mai di occupare un incarico alto nella Chiesa Cattolica perchè sono uomo.
Non sono mai stato obbligato a fare le pulizie di casa perchè sono un uomo.
Non mi hanno mai costretto ad imparare a cucinare, essendo un uomo.
Nessuno dice che il mio posto è in cucina perchè sono un uomo.
Nessuno dice non posso dire le parolacce, essendo un uomo.
Nessuno dice che non posso bere, essendo uomo.
Nessuno guarda male il mio piatto se ho messo tanto cibo.
Quando dico “No” nessuno pensa che me la stia tirando. No è no.
Non ho bisogno di controllarmi i vestiti per evitare che una donna cada in tentazione.
Le persone del mio sesso non vengono stuprate ogni 12 secondi in Brasile.

Ecco perché è importante non svalorizzare il dolore che non conosciamo.

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Antropocentrismo

La carne, le uova e i latticini non fanno bene a Noi…e neanche a Loro. – Promiseland.it

La carne e i derivati (uova e latticini) non costituiscono più un alimento fondamentale per la salute pubblica, anzi è sempre più diffusa una consapevolezza etica che favorisce la crescita di coscienza verso la salvaguardia di tutti gli Animali.

Sorgente: La carne, le uova e i latticini non fanno bene a Noi…e neanche a Loro. – Promiseland.it

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